Logopedista a Rovereto
Deglutizione disfunzionale a Rovereto: quando la lingua prende l'abitudine sbagliata
Spesso tutto comincia dal dentista: durante un controllo nota che la lingua spinge contro gli incisivi o che il morso non chiude come dovrebbe, e consiglia una valutazione logopedica. Altre volte sono i genitori ad accorgersi che il bambino tiene sempre la bocca aperta, respira rumorosamente di notte o pronuncia la «s» con la lingua tra i denti.
Sono le porte d'ingresso più comuni verso la deglutizione disfunzionale: la persistenza, oltre l'età attesa, di uno schema di deglutizione infantile. La descrizione clinica completa, con cause e conseguenze, è nelle schede dello Studio richiamate in fondo; qui si racconta come la dott.ssa Sabrina Pilati affronta il tema nel suo studio di Rovereto.
Uno sguardo che parte dalle abitudini
Il tratto distintivo del lavoro della dott.ssa Pilati su quest'area è l'attenzione alle abitudini orali che tengono in piedi lo schema scorretto: la respirazione che passa dalla bocca invece che dal naso, il succhiamento del pollice che si prolunga, il ciuccio rimasto troppo a lungo, un frenulo linguale che limita i movimenti. Su ciascuno di questi aspetti ha una formazione dedicata: dalla gestione logopedica della respirazione orale al trattamento del paziente con succhiamento del pollice, fino alla valutazione delle alterazioni del frenulo. Senza sciogliere questi nodi, correggere solo la deglutizione rischia di essere un lavoro a metà.
La valutazione, in raccordo con l'ortodontista
La valutazione osserva le funzioni orali nel loro insieme: come il bambino o l'adulto deglutisce, come respira, dove sta la lingua a riposo, come si muovono labbra e guance, se la pronuncia di alcuni suoni ne risente. Quando c'è già un odontoiatra o un ortodontista che segue la persona, il confronto è prezioso e i due punti di vista si integrano; nei casi che lo richiedono possono entrare in gioco anche altre figure mediche, come l'otorinolaringoiatra. Al termine, la dott.ssa Pilati restituisce un quadro chiaro e propone, se indicato, il percorso di rieducazione.
La rieducazione: prima le abitudini, poi il nuovo schema
Il percorso segue i principi della terapia miofunzionale orofacciale e procede secondo una sequenza precisa. Il primo obiettivo è individuare e ridurre le abitudini disfunzionali che mantengono alterato lo schema motorio: finché la bocca resta abitualmente aperta, il pollice viene succhiato o persistono altre abitudini viziate, ogni esercizio risulta meno efficace. Successivamente si lavora sulla rieducazione della muscolatura e delle funzioni orali, favorendo il corretto posizionamento della lingua a riposo, una deglutizione fisiologica e un equilibrio tra lingua, labbra e muscoli del volto. Gli esercizi vengono impostati in seduta e integrati nella routine quotidiana: è la ripetizione costante, breve ma regolare, a trasformare il movimento corretto in un automatismo stabile. Per questo motivo, nei percorsi rivolti ai bambini, la famiglia rappresenta una parte fondamentale del trattamento, partecipando attivamente al lavoro fin dalle prime sedute.
Domande rapide
Le domande che più spesso accompagnano il primo contatto per questo percorso a Rovereto.
- L'apparecchio da solo non basta? Spesso no: se a ogni deglutizione la lingua continua a spingere contro i denti, l'ortodonzia corregge e la spinta disfa. È il motivo per cui molti ortodontisti chiedono la rieducazione miofunzionale prima, durante o dopo il trattamento: i due lavori si sostengono a vicenda.
- Il frenulo linguale c'entra qualcosa? A volte sì: un frenulo che limita i movimenti della lingua può ostacolare lo schema corretto.
- E se respira sempre dalla bocca? La respirazione orale è tra le prime abitudini su cui il percorso interviene, con l'eventuale coinvolgimento del pediatra o dell'otorinolaringoiatra per escludere ostacoli fisici: riportare l'aria a passare dal naso è spesso la condizione perché il resto del lavoro tenga.
- Perché intervenire, se non dà fastidio? Perché lo schema scorretto lavora in silenzio su denti, pronuncia e postura: intervenire aiuta a evitare che gli effetti si accumulino e a stabilizzare gli eventuali trattamenti ortodontici.
Se il dentista ha consigliato una valutazione logopedica, o se certe abitudini della bocca incuriosiscono o preoccupano, lo studio di Rovereto è il posto giusto per vederci chiaro: un incontro di valutazione basta per capire se serve un percorso e come organizzarlo.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Rovereto:
PrenotaGli altri disturbi
Revisione clinica del 15 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Sabrina Pilati - Ordine TSRM PSTRP di Trento - Albo dei Logopedisti — n. 104.